Terra di argille

In questo angolo dell’Emilia, l’industria ceramica è fiorita grazie alle materie prime della nostra terra: una valle tra i calanchi. Il calanco, in particolare, è un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno. Si verifica per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento.

In questi affonda le radici lo sviluppo industriale della ceramica: da un lato, la facile reperibilità di argille ne favorì la produzione; dall’altro, la natura arida del terreno argilloso spinse gli agricoltori alla ricerca di fonti di reddito alternative.

La nascita del distretto ceramico sassolese è profondamente legato alla disponibilità di materia prima presa dalle cave di argilla rossa della zona appenninica. La tradizione nella produzione di ceramiche trova traccia negli archivi storici dal XVIII secolo.

Francesco Genitoni, Postfazione a Calanchi, 1999

Uomini e piastrelle

Finalmente la riconosciuta “Capitale delle piastrelle” raggiunge gli onori, oltre che della cronaca tecnica, di quella letteratura alla quale da tempo sono pervenuti, ad esempio, i settori della meccanica o della moda.
C’è dunque del giallo ai piedi dei calanchi “color cenere”, le tipiche e improbabili lame di argilla del pedemonte, “i sempre mitici, anche se ormai sfiancati, calanchi dal magico tocco di Mida” (Mario Pelati, Sassuolo di profilo, Libreria Incontri 1997).

Una miscela povera che ha “condannato” la gente di questa terra ad arricchirsi con le piastrelle e il loro industrial-industrioso contorno.

Uomini e piastrelle sono fatti della stessa pasta dei calanchi […]

Sassuolo nei “Calanchi” ci finisce dentro senza controfigure, con nome e cognome di vie e di piazze, di bar e di teatri, di prodotti tipici e atipici, con il dialetto popolare o letterato della eminenza letteraria vivente Emilio Rentocchini, o ancora con lo slang sassoles-anglo-africano di uno dei tanti immigrati extracomunitari. Solo i riferimenti a fatti e persone esistenti sono puramente casuali.
Sassuolo vi compare con i villaggi artigiani, i capannoni e le fabbriche (con nomi che volentieri cominciano per Ker o Cer […]); con le villette di mattoni a vista immerse in simil-parco e le Mercedes e le Ferrari nei garage; ci sono i tanti industriali partiti dal commercio e da diverse scommesse, impegnati a innovare […].