Pillole di Cersaie 2018

Uno sguardo d’insieme sulle proposte della trentaseiesima edizione

Allo spazio BolognaFiere, ogni anno, il Cersaie raduna le ceramiche dal distretto sassolese e oltre. Dopo mesi di lavoro, le aziende possono finalmente mostrare nuovi formati, nuovi modi di integrare e completare l’attività di architetti e progettisti.

I numeri non scherzano: con 156.000 metri quadri di area espositiva per 450 stand e più di 100.000 visitatori, la 36° edizione decolla maestosa. Il volo è piacevole, quasi divertente: si respira voglia di fare e la creatività trova dimensioni nuove. Arredi colorati e geometrici, di ispirazione vintage, trovano mille interpretazioni, in accordo con lo stile di ogni brand.
Noi di Calanco, dopo cinque giorni di esplorazione, non abbiamo notato rivoluzioni decisive, a livello di superfici. La qualità della produzione, tuttavia, sale di livello.

Come avrai forse notato, il mercato sta virando sempre più verso le grandi lastre, piastrelle rigorosamente in grès porcellanato con formati che raggiungono misure enormi, fino a 160×320 cm.

Tuttavia, queste dimensioni (di cui abbiamo già scritto qui) faticano ancora a imporsi nel mercato italiano, in cui si scelgono ancora formati più classici, come il 30×60 e il 60×60.
Per questo le proposte più interessanti si rivolgono al mercato estero, che genera più del 80% del fatturato per i principali gruppi ceramici.

Come le piastrelle tradizionali, anche le grandi lastre (“slabs”, in inglese) si producono in molte varianti estetiche: superfici dal realistico effetto marmo o ispirate a pietre, calchi quasi perfetti dei materiali naturali che riprendono venature e piacevoli imperfezioni. Gli effetti cemento di espressione minimalista affascinano grazie al sapore industriale che regalano agli ambienti.

In particolare sugli effetti marmo abbiamo notato solide evoluzioni: sono stati infatti create composizioni di lastre rinominate “a macchia aperta”, “speculari” e “vena continua”. Chiariamo questi nuovi termini:

Statuario Grigio lucido ‘a macchia aperta’
Due lastre di formato 120×240 con spessore sottile 6 mm. creano l’effetto di un’unica grande lastra facendo combaciare le venature.

Arabesque Grigio lucido “speculare”
Quattro lastre di formato 120×240 con spessore sottile 6 mm, posate in modo speculare rendono l’ambiente eclettico, lo vestono di eleganza innovativa.

Statuario Beige lucido “vena continua”
Quattro lastre di formato 120×240 con spessore 6 mm, posate in continuità seguendo la modularità idea dal produttore per creare l’effetto della vena continua posando, ovviamente, senza fuga.

Le ceramiche continuano a migliorare anche la proposta di piastrelle che ricordano le cementine e la graniglia, pavimenti tipici del XX secolo.
Come per l’effetto marmo, le evoluzioni della tecnologia permettono alle linee produttive di riprodurre in maniera fedelissima anche questi fascinosi pavimenti antichi.

Sul mercato, la proposta di cementine è esplosa, tanto da soddisfare ogni gusto: forme quadrate o esagonali, motivi geometrici, floreali o mix, monocromie o trame multicolore, fogge eleganti o rustiche, perfette se sistemate in bagni o cucine.

In questa continua ripresa di pavimenti del passato, stanno trovando spazio anche le piastrelle simili a graniglia.

Creata sul finire del 1800, la graniglia originale è un materiale povero, costituito da scarti di marmi e pietre, frammenti legati insieme da malta cementizia.
Con il tempo, prendendo spunto dal sofisticato pavimento detto “terrazzo alla veneziana”, le aziende ceramiche hanno creato meravigliosi accostamenti cromatici da rifinire con fasce, bordure o tappeti.

Con il gres porcellanato è facile imitare questo prodotto, tipico dell’architettura italiana, e creare giochi di contrasto con arredamenti ipermoderni. Ecco dei risultati interessanti.

La piastrella sta diventando, ogni anno di più, la prima forma di arredo, non solo perchè è la soluzione più economica per pavimentare e rivestire ambienti, ma anche perchè è quella più versatile. Lo dimostra il fatto che superfici di ogni dimensione possano, in contesti pubblici o privati di grande classe, trasformarsi in rivestimenti per banconi di bar e ristoranti.

Plus Atelier di Ceramiche Keope

I formati molto grandi, in particolare, permettono di realizzare oggetti e sostegni che fino a poco tempo venivano prodotti con altro materiale. Ecco altri esempi:

  • Top da cucina
    Le lastre, abilmente lavorate, fanno si che si possano creare gli spazi per fornelli e lavandini, sono resistenti come i veri marmi, laminati o altre superfici; non assorbono nessun liquido, richiedono poca manutenzione e cambiano il volto a uno spazio.
  • Piani d’appoggio
    Anche in questo caso, con le dovute lavorazioni di bisellatura per la smussatura di tutti gli spigoli, è possibile creare un piano d’appoggio come tavoli o mensole.
  • Lavandini
    Questo è forse l’utilizzo originale più complicato: richiede diverse lavorazioni, tagli molto precisi, bisellature perfette per ricreare perfettamente la forma del lavandino senza rischiare di avere lati taglienti e affilati pericolosi per chi lo utilizzi.
    I marmisti sono le figure più indicate per questi progetti.

Ogni progetto chiede superfici adatte allo stile e alla struttura dell’edificio o dell’ambiente, ma l’offerta di prodotti è così vasta da confondere. Noi ci occupiamo di confrontare prodotti a nostra disposizione, per suggerire la soluzione più bella e conveniente: contattaci per una consulenza, anche via Skype.

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